lunedì 24 novembre 2008

I have a dream #9


Dopo anni e anni e anni, stanotte sono tornata nella "mia" casa nel bosco. Non sapevo di averne una finché non ci sono arrivata davanti.

E' buio, forse proprio notte. Non ho paura. Sono, non so come faccio a saperlo, al centro esatto di un bosco. Qui, in un avvallamento, circondata dagli abeti (tantissimi e vicinissimi) sorge la mia vecchia casa.

E' una villetta dell'inizio anni 70, colorata all'esterno di colori caldi (rosso cupo, verde oliva carico), è costruita su una pianta particolare e con materiali diversi ma che si accordano bene tra loro: pietre, legno, mattoni.

Con me c'è Andrea, un vecchio fidanzato che nella realtà è stato il promesso sposo per 7 anni. I rapporti tra noi sono amichevoli (nessuno dei due è particolamente sconvolto o coinvolto dal trovarci assieme).

Ora non ricordo bene, ma credo di avere un problema col portone: non trovo la chiave. Col supporto di Andrea e non so quale geniale trovata, riusciamo ad entrare. La casa è vuota da un sacco di tempo ma è pulita, e non è fredda, mi stupisco di essere accolta da un gatto rosso e miagolante (che mi sta pure sui maroni).

Mi chiedo come abbia fatto ad entrare, suppongo da qualche parte ci sia un uscio non a prova di ladro.
Accendo le luci e mi stupisco che le luci si accendano: pensavo che avessero staccato il contatore, e invece no.

Tutto è più "vicino" a me di quanto credessi. La cosa mi fa piacere, mi da un senso di calore.
Poi non ricordo cos'altro succeda.
Ricordo solo di aver pensato che in quella casa, anni fa, andavo spessissimo.
E sono sicura che il senso è letterale: c'è stato un periodo della mia vita in cui i miei sogni erano spesso ambientati lì.

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