
Qui e ora, che non è più un timeless, non è più un placeless place.
Il cerchio si è chiuso. Le parole che cantavo a Lui, quel giorno di fine giugno 2003, oggi hanno il senso che dovevano avere.
I watched him struggle with the sea
I knew that he was drowning
And I brought him into me
Now today
Come morning light
He sails away
After one last night
I’ve let him go
Agosto 2007
Lui – Questo è un dopo, Stella, non è più un timeless placeless place.
Non avevo voluto capire. Ma ora so che non ci sarebbe stato un Ale se quella parte più profonda di me non avesse invece compreso così bene.
Poi sono scoppiata in volo, ho dimenticato. E ho frainteso tutto.
Dissolvenza
Novembre 2007
Lui è con me in ospedale. Io fraintendo il suo gesto, sento il suo amore ma è l’amore del dopo. E non lo so.
Marzo 2008
Lui – Sei la cosa più importante per me, non posso immaginare un mondo senza di te, devi vivere.
Era la sera prima dell’operazione, la sera in cui rischiavo per la seconda volta la vita.
Ho frainteso la qualità del suo amore.
Aprile 2008
Lui mi raggiunge nella casa che tante volte ci ha permesso di amarci, ci ha illuso che fosse lecito, che fosse per sempre, per tutti, per noi, ci ha avvolto mentre ci amavamo, e sembrava, e lo era, tutto così giusto.
Mi raggiunge e mi abbraccia, mi sta addosso, mi accarezza e mi bacia e prende le mie mani e pretende che lo accarezzi e lo ami.
E ho frainteso la qualità del suo amore, la sua volontà.
Luglio 2008
Lui mi dice che non ci vedremo ancora, che sta costruendo qualcosa con Ritenta e questo gli impedisce di stare con me, andare al mare, stare assieme in un timeless placeless place.
Io fraintendo: per me la sua volontà non coincide con i suoi sentimenti.
Credo ancora che Lui sia mio. Per questo decido di lasciarlo libero.
Perché sono certa che tornerà e io… Io non posso che aspettarlo.
Dissolvenza
Febbraio 2009
Lui e Lei sono insieme in un estremo timeless placeless place. Lei lo guarda negli occhi e sa. Sa di non essere più il suo amore, anche se è l’amore della vita di Lui. Vede nel suo sguardo la disperazione di un uomo innamorato e tradito e per una volta, per la prima volta, sceglie il bene di Lui, e gli da la chiave che lo porterà lontano da Lei. Lo fa sapendo quel che fa e questo la fa morire. Tanto che forse non lo rifarebbe. Forse.
E si odia perché non è egoista, si odia perché lo ama così tanto.
Lei. Si. Odia. Perché. Ama. Lui. Così. Tanto.
My name is Calypso
My garden overflows
Thick and wild and hidden
Is the sweetness there that grows
My hair it blows long
As I sing into the wind
I tell of nights
Where I could taste the salt on his skin
Salt of the waves
And of tears
And though he pulled away
I kept him here for years
Now I’ve let him go
Lui e Lei sono in un letto a quattro stelle e fanno l’amore. Si amano ma Lei sente che Lui non è più suo. Non è più amore, per Lui, ma sesso, voglia, bisogno, Lei non può capire ora cosa sia per Lui ma sa che non è più l’Amore. Sa che è sola in quell’Amore disperato.
Quando Lui le dice Sei bellissima come sempre Lei si illude che lo spinga l’Amore, si inebria di felicità ma in poco tempo capisce che Lui la guarda dall’esterno di Loro e si sentirà patetica. Non è più la sua Dea, Lui è ancora il Dio di Lei.
My name is Calypso
I have let him go
In the dawn he sails away
To be gone forever more
And the waves will take him in again
But he'll know their ways now
I will stand upon the shore
With a clean heart
And my song in the wind
The sand will sting my feet
And the sky will burn
It's a lonely time ahead
I do not ask him to return
I’ve let him go
I‘ve let him go
Se non sono più la sua Dea, non sono più una dea.
Nessun commento:
Posta un commento