domenica 22 febbraio 2009

Qui e ora



Qui e ora, che non è più un timeless, non è più un placeless place.

Il cerchio si è chiuso. Le parole che cantavo a Lui, quel giorno di fine giugno 2003, oggi hanno il senso che dovevano avere.


I watched him struggle with the sea
I knew that he was drowning
And I brought him into me
Now today
Come morning light
He sails away
After one last night
I’ve let him go


Agosto 2007

Lui – Questo è un dopo, Stella, non è più un timeless placeless place.

Non avevo voluto capire. Ma ora so che non ci sarebbe stato un Ale se quella parte più profonda di me non avesse invece compreso così bene.

Poi sono scoppiata in volo, ho dimenticato. E ho frainteso tutto.


Dissolvenza


Novembre 2007

Lui è con me in ospedale. Io fraintendo il suo gesto, sento il suo amore ma è l’amore del dopo. E non lo so.


Marzo 2008

Lui – Sei la cosa più importante per me, non posso immaginare un mondo senza di te, devi vivere.

Era la sera prima dell’operazione, la sera in cui rischiavo per la seconda volta la vita.

Ho frainteso la qualità del suo amore.


Aprile 2008

Lui mi raggiunge nella casa che tante volte ci ha permesso di amarci, ci ha illuso che fosse lecito, che fosse per sempre, per tutti, per noi, ci ha avvolto mentre ci amavamo, e sembrava, e lo era, tutto così giusto.

Mi raggiunge e mi abbraccia, mi sta addosso, mi accarezza e mi bacia e prende le mie mani e pretende che lo accarezzi e lo ami.

E ho frainteso la qualità del suo amore, la sua volontà.


Luglio 2008

Lui mi dice che non ci vedremo ancora, che sta costruendo qualcosa con Ritenta e questo gli impedisce di stare con me, andare al mare, stare assieme in un timeless placeless place.

Io fraintendo: per me la sua volontà non coincide con i suoi sentimenti.

Credo ancora che Lui sia mio. Per questo decido di lasciarlo libero.

Perché sono certa che tornerà e io… Io non posso che aspettarlo.


Dissolvenza


Febbraio 2009

Lui e Lei sono insieme in un estremo timeless placeless place. Lei lo guarda negli occhi e sa. Sa di non essere più il suo amore, anche se è l’amore della vita di Lui. Vede nel suo sguardo la disperazione di un uomo innamorato e tradito e per una volta, per la prima volta, sceglie il bene di Lui, e gli da la chiave che lo porterà lontano da Lei. Lo fa sapendo quel che fa e questo la fa morire. Tanto che forse non lo rifarebbe. Forse.

E si odia perché non è egoista, si odia perché lo ama così tanto.

Lei. Si. Odia. Perché. Ama. Lui. Così. Tanto.


My name is Calypso

My garden overflows

Thick and wild and hidden

Is the sweetness there that grows

My hair it blows long

As I sing into the wind

I tell of nights

Where I could taste the salt on his skin

Salt of the waves

And of tears

And though he pulled away

I kept him here for years

Now I’ve let him go


Lui e Lei sono in un letto a quattro stelle e fanno l’amore. Si amano ma Lei sente che Lui non è più suo. Non è più amore, per Lui, ma sesso, voglia, bisogno, Lei non può capire ora cosa sia per Lui ma sa che non è più l’Amore. Sa che è sola in quell’Amore disperato.

Quando Lui le dice Sei bellissima come sempre Lei si illude che lo spinga l’Amore, si inebria di felicità ma in poco tempo capisce che Lui la guarda dall’esterno di Loro e si sentirà patetica. Non è più la sua Dea, Lui è ancora il Dio di Lei.



My name is Calypso
I have let him go
In the dawn he sails away
To be gone forever more
And the waves will take him in again
But he'll know their ways now
I will stand upon the shore
With a clean heart

And my song in the wind
The sand will sting my feet
And the sky will burn
It's a lonely time ahead
I do not ask him to return
I’ve let him go
I‘ve let him go


Se non sono più la sua Dea, non sono più una dea.


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