lunedì 18 agosto 2008

Vivere una vita più degna

«In pochi giorni è diventato un'altra persona», dice Andrea a Stella. «Vabbè, oggi è triste perché te ne vai, ma è un altro lo stesso».
Torre ascolta e si vede che è contento di sentirselo dire. Stella è un pò impaurita da queste parole. Soprattutto è stupita, e poi c'è una piccola parte di sé orgogliosa marcia.

Impaurita per i sentimenti che nascondono. Stupita perché lei non si era proprio resa conto che Torre prima del loro incontro fosse diverso. Orgogliosa perché lui si sta sforzando per lei.

Stella non crede ai fini che giustificano i mezzi, ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Se Torre sta cercando di uscire dalla sua nuvola di fumo ed alcool per lei e non per sé, va bene lo stesso.
Intanto che ne esca, dopo lavorerà sui perché.

E come dice lui: sticazzi. Le cose non si affrontano tutte in una volta sola. Una alla volta invece sì.

A Stella manca il respiro quando lo guarda e lo trova dietro agli occhi verdi. Torre irradia intorno a sé una forza che è impossibile non cogliere. Sembra che stia tutto il tempo a tenerla contenuta perché non investa nessuno.

I suoi gesti gentili quasi spaventano perché tradiscono un'intensità che andrebbe troppo oltre se Torre non li controllasse.
Torre si ferma per non intralciare il gioco di un bambino e a Stella sembra di sentire il rumore che fanno i suoi muscoli, docili ma per niente domati, mentre lasciano passare il bimbo e la sua fretta.

Torre aiuta una donna a piazzare una sdraio e anche quella avverte che è solo misurando con attenzione i suoi gesti, che lui posiziona la sdraio nel modo corretto e non la trasforma in legna da ardere.

Stella non sa se Torre sia consapevole di quello che per forza lascia intuire agli altri. Probabilmente no, se è bastato che lei glielo dicesse per "diventare un'altra persona".

Stella sa che Torre è diventato il suo trampolino per ricominciare a volare.
O almeno provarci.


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