
Sono cresciuta credendo ferocemente a quel luogo comune secondo cui se ami due persone, non ne ami nessuna.
Sono anni che per me non è così, e faccio ancora fatica ad ammettere che è falso.
L'amore va oltre le definizioni, e anche i limiti quantitativi.
Non lo dico perché mi farebbe comodo - è tutt'altro che comodo amare tanto , tanti -, lo dico perché lo provo, lo sento e lo penso.
L'amore non si divide ma si moltiplica. Altrimenti si potrebbe amare una persona sola, che sia un solo genitore, un solo figlio, un solo compagno, un solo fratello, un solo amico. Non tutti insieme, uno solo e basta.
Ho notato che più amo una persona e più persone posso amare e amo. In termini oltre che quantitativi anche qualitativi: le emozioni diventano sempre più profonde con il tempo che passa, è una lunga strada in discesa scavata nella roccia all'inizio, nel burro caldo alla fine.
Più conosco i difetti di chi amo e più lo amo, forse perché lo comprendo di più, condivido le emozioni e le scopro sempre più universali, sempre più mie.
Io posso amare più persone, o, per essere estremamente chiara, più uomini contemporaneamente.
E' così, al di là dei perbenismi e dei pre-giudizi: sono fatta così. Se lascio andare il mio cuore, quello diventa più grande e ospiterà sempre quest'altra persona, quest'altro uomo che ho incontrato.
Prima mi preoccupavo perché intuivo che ero così ma m'avevan detto che non andava mica bene. Mi preoccupavo anche perché sapevo che, attorno a una tavola virtuale, avrei dato importanza a ogni commensale che richiamasse la mia attenzione, a prescindere da quell'unico "amato" ufficiale.
Poi, tempo fa, lessi un'intervista a madre Teresa. Il giornalista le chiedeva Qual è la persona più importante per lei?
E la sciagurata rispose: Quella con cui sto parlando in questo momento.
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Sono anni che per me non è così, e faccio ancora fatica ad ammettere che è falso.
L'amore va oltre le definizioni, e anche i limiti quantitativi.
Non lo dico perché mi farebbe comodo - è tutt'altro che comodo amare tanto , tanti -, lo dico perché lo provo, lo sento e lo penso.
L'amore non si divide ma si moltiplica. Altrimenti si potrebbe amare una persona sola, che sia un solo genitore, un solo figlio, un solo compagno, un solo fratello, un solo amico. Non tutti insieme, uno solo e basta.
Ho notato che più amo una persona e più persone posso amare e amo. In termini oltre che quantitativi anche qualitativi: le emozioni diventano sempre più profonde con il tempo che passa, è una lunga strada in discesa scavata nella roccia all'inizio, nel burro caldo alla fine.
Più conosco i difetti di chi amo e più lo amo, forse perché lo comprendo di più, condivido le emozioni e le scopro sempre più universali, sempre più mie.
Io posso amare più persone, o, per essere estremamente chiara, più uomini contemporaneamente.
E' così, al di là dei perbenismi e dei pre-giudizi: sono fatta così. Se lascio andare il mio cuore, quello diventa più grande e ospiterà sempre quest'altra persona, quest'altro uomo che ho incontrato.
Prima mi preoccupavo perché intuivo che ero così ma m'avevan detto che non andava mica bene. Mi preoccupavo anche perché sapevo che, attorno a una tavola virtuale, avrei dato importanza a ogni commensale che richiamasse la mia attenzione, a prescindere da quell'unico "amato" ufficiale.
Poi, tempo fa, lessi un'intervista a madre Teresa. Il giornalista le chiedeva Qual è la persona più importante per lei?
E la sciagurata rispose: Quella con cui sto parlando in questo momento.
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