venerdì 19 settembre 2008

Torre e Stella



La faccia di Torre è fra le gambe di Stella.
Lei è riversa sulla spiaggia, i ciottoli bianchi fanno da contrasto al mare nero, diviso a metà da una linea di luce gialla,frastagliata, che si perde sull'orizzonte. La luna sta sorgendo, attorno a loro non c'è nessuno.

Ci sarebbero la strada, la città, fin troppo vicine, affollate, rumorose. Ma Torre e Stella sentono soltanto il rumore delle onde che si infrangono vicine, la brezza marina che più tardi, non adesso, li farà rabbrividire.

E' uno scenario primordiale, e sia Torre sia Stella sentono di provare le emozioni del primo Adamo, della prima Eva.
Nulla ha importanza al di fuori del movimento dei loro corpi. Torre dischiude con la lingua il luogo più intimo del corpo di lei, come usando l'unica chiave che possa aprire un cofanetto prezioso, respira forte quando sente che Stella è pronta ad accoglierlo.

Lei sospira come arrendendosi, apre di più le gambe. Il salmone Torre risale la corrente elettrica del corpo di Stella, e mentre le loro labbra si incontrano, l'uomo e la donna si uniscono.

La loro danza ancestrale li porta lontano, li fa volare con ali d'istinto, li solleva liberandoli dal peso di essere, fare, volere, ottenere, programmare.
Li libera da ogni zavorra sociale per lasciarli librare.
Una donna e un uomo, appassionati e primitivi.


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