mercoledì 24 settembre 2008

Un moderno Sansone


Torre esce dall'albergo con le mani sulla testa, un mezzo sorriso imbarazzato, ha voglia di vedere Stella ma si vergogna perché non ha più i capelli. Qualche giorno fa il suo migliore amico lo ha preso per la collottola e l'ha depositato sulla sedia del parrucchiere.

Tagliali a zero, ha intimato. Devi cambiare immagine, devi far vedere a te stesso e a tutti gli altri che sei cambiato. Torre ha pensato che gli vuole bene e che ha ragione e si è fidato di lui, ma rinunciare ai suoi capelli lunghi, alle ciocche rasta che adora, è stato difficile.

Adesso, dopo l'arresto, il processo per direttissima e ora la libertà vigilata, pensa, ci mancava solo questa: farmi accettare da lei anche senza capelli.
Sa che a Stella i suoi capelli piacevano: riccioli, alle spalle, le ciocche rasta no, e anche se aveva tentato di convincerlo a tagliarli, ora può essere che non lo voglia più, ridotto così, come Sansone.

Lei lo osserva apparire, registrando il suo gesto di imbarazzo, ma ora vuole solo abbracciarlo. Scende dalla macchina e gli corre incontro, lo stringe forte e gli da un bacio. Come sei carino, non sembri lo stesso!, gli dice. Poi nota che lui si sta vergognando e non riesce a guardarla negli occhi.

Stella si intenerisce. Prova a convincerlo che è ancora bello, gli dice I tuoi occhioni verdi risaltano anche di più così, lui guarda avanti, la strada si dipana verso il mare, abbozza un Eh, ma erano tre anni, non sono abituato, ma lei insiste, Stai proprio bene, sembri una persona seria, e sorride.

Torre la guarda di sguincio mentre lei guida, si tocca i capelli e protesta ancora che si sentiva più a suo agio prima. A Stella si stringe il cuore per quel Sansone che è accanto a lei.


Nessun commento: