Oggi non ti saluto. Non ti parlo, non ti chiedo Come stai, non ti domando Sei innamorato di lei, non ti dico che mi manchi, né che ho voglia di vederti. Oggi no.
So che sei qui perché senti la mia mancanza (mi hai messo tu nell'angolo), perché hai bisogno di una conferma: che sono ancora qui nonostante il tempo che passa.
Sì, sono ancora qui, ma oggi non te lo dico. Non oggi. Chiedimelo, se hai il coraggio.
Se hai il coraggio di sentirti dire che ho capito il tuo scacco alla regina, che ho finalmente compreso che da 5 anni mi tieni ferma perché ogni volta mi ricordi il male che ti ho fatto e che però tu mi hai perdonato ed è come se la mia espiazione consistesse in questo.
Nel sentirmi dire (ogni volta che ci parliamo) che ti ho fatto troppo male per cavarmela così. Cavarmela come? Con solo un guinzaglio che mi tiene al piede a orecchie basse e non potrò mai fare niente per rimediare e tutta la vita, pardon, finché ti amerò, dovrò sentirmi sempre una stronza?
A te forse pare poco. Il dolore, del resto, l'hai provato tu. Io non mi divertivo, ma tu dici che le scelte erano mie e se soffrivo era a causa mia, perciò non vale.
E io so, sai, che già domani, tu che sei scaltro, mi rimetterai in scacco o mi ci rimetterò da sola.
Ma oggi no.
Oggi ho imparato cosa vuol dire guardare dentro uno sguardo verde e ascoltare parole che come la più bella delle musiche ti dicono, dicono a me, Sei entrata nella mia vita come un raggio di sole.
Ho capito come ci si sente a sentirsi a credito come ti senti tu con me. Però, a differenza di te, a me non interessa riscuotere quel credito e non mi interessa tenere in scacco un re. Mi è bastato uno sguardo verde e felice grazie a me, per sentirmi una nuova me stessa, una che non gioca a scacchi con le persone.
Oggi non ti parlo. Oggi no.
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So che sei qui perché senti la mia mancanza (mi hai messo tu nell'angolo), perché hai bisogno di una conferma: che sono ancora qui nonostante il tempo che passa.
Sì, sono ancora qui, ma oggi non te lo dico. Non oggi. Chiedimelo, se hai il coraggio.
Se hai il coraggio di sentirti dire che ho capito il tuo scacco alla regina, che ho finalmente compreso che da 5 anni mi tieni ferma perché ogni volta mi ricordi il male che ti ho fatto e che però tu mi hai perdonato ed è come se la mia espiazione consistesse in questo.
Nel sentirmi dire (ogni volta che ci parliamo) che ti ho fatto troppo male per cavarmela così. Cavarmela come? Con solo un guinzaglio che mi tiene al piede a orecchie basse e non potrò mai fare niente per rimediare e tutta la vita, pardon, finché ti amerò, dovrò sentirmi sempre una stronza?
A te forse pare poco. Il dolore, del resto, l'hai provato tu. Io non mi divertivo, ma tu dici che le scelte erano mie e se soffrivo era a causa mia, perciò non vale.
E io so, sai, che già domani, tu che sei scaltro, mi rimetterai in scacco o mi ci rimetterò da sola.
Ma oggi no.
Oggi ho imparato cosa vuol dire guardare dentro uno sguardo verde e ascoltare parole che come la più bella delle musiche ti dicono, dicono a me, Sei entrata nella mia vita come un raggio di sole.
Ho capito come ci si sente a sentirsi a credito come ti senti tu con me. Però, a differenza di te, a me non interessa riscuotere quel credito e non mi interessa tenere in scacco un re. Mi è bastato uno sguardo verde e felice grazie a me, per sentirmi una nuova me stessa, una che non gioca a scacchi con le persone.
Oggi non ti parlo. Oggi no.
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