martedì 9 settembre 2008

Fuori


Alle 16.58 Torre ha chiamato Stella.
Lei se ne accorge alle 18.00 e corre fuori dall'ufficio con una scusa. Ha il cuore in gola: se lui ha acceso il cellulare vuol dire che è fuori.
Cioè non è più dentro!

Stella avvia il motore e parte, si immette nel traffico, ha già l'auricolare nell'orecchio e il telefono sta squillando. E' ferma al semaforo quando Torre risponde, le dice Ciao, interlocutorio: non sa che lei sa.

Che lei s'è fatta mandare da Andrea il fax dell'articolo del giornale di oggi che parla di lui. Che lei ha sentito il suo amico avvocato per provare a sapere in anticipo cosa deve aspettarsi. Che lei è stata in ansia fino ad ora.

Stella risponde Ciao, risponde Come stai, risponde Finalmente ti sento, non sai che sollievo, risponde Dove sei, e ancora Come stai, C'è un articolo su di te con nome e cognome, M'hai fatto preoccupare davvero.

Lui si da un tono, chiede cosa dice il giornale, spiega che è tutto inventato, che non c'era motivo di arrestarlo, che è l'ennesimo affronto.
Stella sente quasi la rabbia di Torre gocciolarle dall'orecchio, gli dice No, gli dice Non puoi trasformare tutto questo in rabbia, hai sbagliato ma è vero che è ingiusto, devi imparare a sfogarti in un modo che non sia la rabbia, lo vedi che non funziona, è un circolo vizioso, e poi Vai da Andrea ché è in pensiero anche lui.

E Torre spiega che non è ancora arrivato a casa, che per prima cosa farà una doccia, e Hai ragione, e Ci sentiamo domani.

Stella chiama Andrea, ma lui ha visto Torre passare, le dice Ci parlo poi ti dico, lei dice Non c'è bisogno, volevo solo lo sapessi, e dice Grazie, e Ora mi sto commuovendo, ti devo salutare, e lui dice a lei Quanto sei bella.

Stella chiude su un Ciao stonato, fa due lacrime di sollievo e si chiede se è ancora in tempo per non farsi troppo male.
Per ora non si risponde, in qualche modo sa già.


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